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A due passi dal mare, immersa nel verde di colline rigogliose, Castelfidardo è conosciuta nel mondo oltre che come patria della fisarmonica anche per le attività commerciali che la pongono all'avanguardia in campo tecnologico ed industriale. La città è ricca di testimonianze storiche, ne sono un a tangibile conferma le sue vestigia monumentali ed is uoi palazzi. Teatro della famosa battaglia del 1860 che determinò l'annessione dell'Umbria e delle Marche al Regno di Sardegna prima ed al Regno d'Italia poi. Dal punto di vista ambientale il patrimonio il patrimonio flogistico della Selva rappresenta una ricchezza naturale unica in Europa per le numerose piante vascolari di grande significato biogeografico.
Cenni storici
Il primo documento certo su Castelfidardo risale al 1139, ma la collina su cui sorge era già abitata prima che i romani conquistassero le Marche (III - II sec. a.C.). Dopo le invasioni barbariche ed il dominio dei longobardi, Castelfidardo fu distrutta da re Enzo nel 1240. Con l'avvicendarsi delle signorie ai Comuni, diviene soggetta ai Malatesta di Rimini. Protettorato anconetano fino al 1449 passò sotto il controllo della Chiesa nel 1451. Nel 1558 furono codificati regolamenti e leggi con la pubblicazione degli statuti. Restò sotto il potere della Chiesa fino al 18 settembre 1860.
Enogastronomia e prodotti tipici
Castelfidardo è un vero paradiso gastronomico in cui i sapori della terra e del mare so sposano attraverso antiche ricette ancora oggi seguite scrupolosamente. Il pesce dell'Adriatico compare sulle tavole fidardensi mantenendo intatta la sua freschezza ed il sapore, esaltato quest'ultimo, dall'uso di olio di oliva di grandissima qualità e generosamente innaffiato dai pregiati vini DOC prodotti da aziende locali. La pasta è rigorosamente di sfoglia tirata a mano, accompagnata da carni prelibate come quelle dei piccioni ripieni e del coniglio in porchetta. Il centro storico è ricco di trattorie e ristoranti che propongono appunto le tipicità fidardensi.
Archeologia e monumenti
Il Monumento Nazionale delle Marche è collocato in prossimità del centro storico. E' stato realizzato dallo scultore Vito Pardo in bronzo fuso a cera persa, per commemorare il cinquantenario della battaglia del 18 settembre 1860. E' alto circa 6 metri e lungo 12, poggia su una montagna di 160 mq in massi di travertino bianco che cela, nella parte posteriore, una cripta di stile assiro. In località Crocette sorge invece il Sacrario in ricordo della battaglia. Tra le chiese da visitare la Collegiata dedicata a S. Stefano le cui origini si fanno risalire ad una antica pieve intorno all'anno mille; quella di San Francesco che ospita un prezioso coro ligneo e quella di S. Agostino con un interessante altare maggiore in marmi policromi.
Musei
Due i musei principali. Quelle della fisarmonica (in pieno centro storico) è dedicato allo strumento musicale che ha avuto nella città di Castelfidardo, per oltre un secolo, il maggiore centro di produzione: la fisarmonica, la cui industria nasce nel 1863 ad opera del concittadino Paolo Soprani. E' ubicato nel piano seminterrato del palazzo comunale, in suggestivi ambienti seicenteschi. La collezione è composta da circa 300 esemplari con pezzi unici provenienti da ventidue paesi diversi ed è affiancata da una tipica bottega artigiana dell'inizio del secolo scorso. Il Museo del Risorgimento (dedicato alla battaglia) è invece ospitato nello storico palazzo Ciriaco Mordini. Accoglie 130 pezzi.
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