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recanati
"Città della Poesia" è la denominazione che ora ha assunto Recanati e si trasforma sempre più in un percorso che si snoda per le vie e le piazze sul crinale della collina, che conservano le tracce degli artisti che lavorarono nei secoli, a cominciare da Lorenzo Lotto, fino alla schiera degli uomini illustri in ogni campo della cultura, che fin dal Quattrocento resero onore alla città. Patria di numerosi uomini illustri, tra cui il poeta Giacomo Leopardi e il tenore Beniamino Gigli. Fin dal secolo scorso, la città si annunciava da lontano con l'imponenza del palazzo fatto costruire dal cardinale Jacopo Antonio Venieri a Giuliano da Majano e la massiccia torre di piazza, ma oggi quelle antiche costruzioni appaiono dominate dal più recente Palazzo Comunale, costruito in occasione del primo centenario della nascita di Giacomo Leopardi, edificio grandioso, con i suoi solenni colonnati che cingono la Piazza dedicata al poeta, e caratterizzato dalla celebre Aula Magna inaugurata all'epoca da Giosuè Carducci. Un percorso ideale potrebbe muovere da Villa Colloredo Mels, residenza di campagna posta nell'abitato cittadino: da non perdere lo scalone vanvitelliano con stucchi classicheggianti e busti di divinità e i piccoli salotti decorati al tempo della Restaurazione. Se le collezioni artistiche di casa Colloredo sono migrate a Udine, i saloni ospitano oggi il Museo Comunale dove primeggiano i capolavori di Lorenzo Lotto che, ha lavorato in varie occasioni a Recanati. Le tavole notissime convivono con le maioliche di Rodolfo Ceccaroni, originalissimo ceramista del Novecento. Si stenta a riconoscere il "duomo" nascosto dietro una quinta architettonica, all'interno del quale si può ammirare lo splendido soffitto in legno intagliato. Il vecchio Episcopio, risalente come l'antica Cattedrale al '300, è ora adibito a Museo Diocesano di arte sacra.

Riposa all'interno della cattedrale il corpo di Gregorio XIII, il pontefice veneziano di casa Correr che per evitare uno scisma rinunziò al trono papale in occasione del concilio di Costanza ritirandosi a Recanati. Dal Duomo, si giunge in Piazza Leopardi attraverso Corso Persiani, intitolato al celebre musicista recanatese fiancheggiato da grandi palazzi di impronta tardo rinascimentale; ben tre chiese si affacciano sul corso, la piccola Santa Maria sopra Mercanti dove si custodiva L'Annunciazione di Lorenzo Lotto, la chiesa di San Filippo e la Chiesa di Sant'Anna che conserva una fedele riproduzione del sacello lauretano. La grande piazza del Comune è il frutto di un intervento urbanistico tardo ottocentesco, quando furono abbattuti vari edifici medievali che collegavano l'imponente torre con la Chiesa di San Domenico, come si vede in una tavoletta di Lorenzo Lotto al Kunsthistorischen Museum di Vienna.

Al centro della piazza è collocata la statua del poeta recanatese realizzata da Ugolino Panichi per iniziativa della sorella del Leopardi, Paolina. Isolata dagli edifici, la torre cimata di merli risalente al XIII secolo, reca sul fronte il complesso rilievo bronzeo di Pier Paolo Jacometti: celebra la traslazione della Santa Casa. Sul lato opposto della piazza sorge l'antica chiesa domenicana di slanciate linee gotiche; l'interno è stato rifatto nell'Ottocento, secondo i caratteri del gusto eclettico che ha però salvato l'affresco raffigurante il beato Vincenzo Ferreri di Lorenzo Lotto, mentre il bel portale della chiesa è disegnato da Giuliano da Majano. Un semplice porticato a cinque arcate introduce nel teatro cittadino intitolato al celebre compositore recanatese Giuseppe Persiani (1799-1869); come altri teatri storici marchigiani, l'interno si caratterizza per un'esuberante decorazione neosettecentesca rifatta nel 1870 dai pittori recanatesi Luigi Basvecchi e Lorenzo Urbani.

Di fronte ai Giardini Comunali sorge la mole imponente di Palazzo Venieri, eretto nella seconda metà del XV secolo dal cardinale Jacopo Antonio su disegno dell'architetto toscano Giuliano da Majano. Al pian terreno della costruzione si aprivano in origine ampie logge utilizzate in occasione della fiera recanatese per esporre la mercanzia offerta al pubblico. Nella parte settentrionale si apre un balcone dal quale si gode una suggestiva visione del litorale anconetano, fino al Conero. I capitelli delle colonne del cortile recano gli stemmi delle famiglie che possedettero il palazzo, Venieri prima e Carradori poi che lo acquistarono nel Settecento. Il giardino prospiciente la facciata di Palazzo Venieri era un tempo chiuso da un muraglione ed era destinato all'uso esclusivo dei proprietari della dimora gentilizia, alla quale era collegato da un passaggio sotterraneo.

A poca distanza s'incontra Palazzo Roberto Carancini e la Chiesa di Sant'Agostino il cui portale è realizzato su disegno dell'arch.Giuliano da Majano. Il complesso monastico degli Agostiniani recanatesi comprende anche il chiostro quattrocentesco, da cui si vedono i resti dell'antica torre di Sant'Agostino, danneggiata da un fulmine che ne ha ridotta la cuspide, immortalata dal Poeta Giacomo Leopardi nel Passero Solitario, insieme ad altri luoghi della città natale. Proseguendo s'incontra la Chiesa di San Vito: ha la facciata in cotto con colonne dicromatiche a spirale del Vanvitelli. Di fronte alla chiesa è la lunga facciata di Palazzo Ceccaroni, nel cui sotterraneo il marchese ha realizzato le sue preziose ceramiche francescane. Diversi sono i Palazzi che s'incontrano proseguendo lungo via Roma, Palazzo Massucci della Stella attribuito a Giuliano da Majano, Palazzo Dalla Casapiccola edificato nel 1600 per ospitare i cardinali e altri prelati che da Roma si recavano in Pellegrinaggio verso il Santuario di Loreto, Palazzo Antici Mattei la cui sobrietà non lascia prevedere la ricchezza dei saloni interni e della galleria ornata con figurazioni di divinità olimpiche. Di fronte il cardinale Antici fece costruire una scuderia ornata con alcune statue e busti di epoca romana provenienti dal circo Flaminio di Roma.

Proseguendo verso Monte Morello, si incontra la piccola Chiesa di San Pietro, che rivela qualche traccia dell'antico impianto romanico; poco oltre hanno inizio i luoghi più legati alla vita e alla poesia di Giacomo Leopardi . Sulla Piazza del Sabato del Villaggio è la Chiesa di Santa Maria in Platea, dove venne battezzato il poeta che nei suoi ritorni presso il paterno ostello soleva assistere alle funzioni domenicali seduto con i suoi familiari su una delle due panche poste ai lati del presbiterio recanti la scritta: GENTIS LEOPARDAE. Sulla piazza è la casa di Teresa Fattorini, la figlia del cocchiere del conte Monaldo, che ispirò al Poeta i versi di "A Silvia". Domina la piazzetta la facciata di Palazzo Leopardi che ingloba due strutture più antiche uniformate nella seconda metà del Settecento da Carlo Orazio Leopardi. Un ampio ingresso e uno scenografico scalone conferiscono al palazzo un solenne tono di rappresentanza, il primo ballatoio dello scalone immette nella biblioteca, vanto del conte Monaldo con i suoi 12.000 volumi dove Giacomo condusse i suoi intensissimi studi. Oltre l'edificio è il Colle dell'Infinito che consente ancora all'occhio di spaziare sul paesaggio maceratese.

 
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