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Riviera del Conero, nel cuore delle marche la vacanza da scegliere in ogni stagione
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loreto

Città d'arte
Vorremmo cominciare con un invito a tutti quelli che, pellegrini e turisti, vengono a Loreto per una visita: non correte, perché la nostra cittadina vi mette sul piatto un’ampia scelta di offerte, religiose, artistiche, gastronomiche e di artigianato, tutte di prima qualità
E ritagliatevi un spicchio del vostro tempo per godervi, di giorno al tramonto o a notte fonda, il panorama, che si può ammirare da Piazza Papa Giovanni XXIII, dalla balconata di Porta Marina e da altri angoli ancora: il mare, il Conero, le cittadine che fanno da cornice a Loreto, su fino all’azzurro dei Monti Sibillini
Sono immagini rare, uniche, fotogrammi che non si cancelleranno più dalla vostra mente
Vi presentiamo ora alcuni dei nostri tesori
La Basilica, insigne complesso architettonico del Rinascimento, fu costruita a partire dal 1468 con l’apporto dei più famosi architetti dell’epoca: Giovanni Alberti, Marino di Marco Cedrino, Giuliano da Maiano, Baccio Pontelli, Giuliano da Sangallo, Francesco di Giorgio Martini, Bramante, Andrea Sansovino e Antonio da Sangallo il Giovane
La facciata fu iniziata nel 1571 da Francesco Boccalini e terminata nel 1587 da Lattanzio Ventura
La cupola, dal diametro di 22 metri, la terza in Italia dopo quella di San Pietro a Roma e di Santa Maria del Fiore a Firenze, fu portata a compimento da Giuliano da Sangallo in soli nove mesi, dal settembre 1499 “alle ore XV del 23 maggio” del 1500, come l’architetto annota nel suo diario
Era sabato e “io Giuliano di Francesco di Sangallo fiorentino, con grandissima solennità e devozione e precisione, murai l’ultima pietra”
Il campanile, alto mt
75, 60, è opera di Luigi Vanvitelli, innalzato tra il 1750 e il 1755
La statua di Sisto V sul sagrato della basilica, è opera di Antonio Calcagni
Le porte di bronzo furono progettate per il Giubileo del 1600 rappresentano scene del Vecchio Testamento e sono opera di: la porta centrale di Antonio di Girolamo Lombardo la porta destra di Antonio Calcagni la porta sinistra di Tiburzio Vergelli
Il Palazzo Apostolico, che chiude la piazza su due lati, fu costruito a partire dal 1497 con l’intervento di vari architetti
Entriamo nel Santuario: Il rivestimento marmoreo della Santa Casa costituisce senza dubbio l’elemento più spettacolare del santuario
Il Bramante aveva concepito questo rivestimento come un baldacchino, sorretto da colonne e arricchito di molti ornamenti questo progetto iniziale fu rivisto da Antonio Pellegrini e nel 1513, affidato da Leone X ad Andrea Sansovino fino alla morte di costui (1526)
In seguito fu inviato come sovrintendente Antonio Sangallo, mentre Raniero Nericci ingaggiava una trentina di artisti, tra i quali Raffaello di Montelupo, Nicolò Tribolo e Francesco di Sangallo
Ma per completare l’opera ci vollero settant’anni ed altri nomi di artisti si aggiunsero
Si tratta di 610 metri quadrati di sculture che qualcuno ha giudicato “l’espressione più complessa della scultura cinquecentesca” e “uno straordinario esempio di lavoro di gruppo”
Numerosi sono gli artisti, che con i loro affreschi hanno arricchito il santuario
Ci limitiamo a darvi queste brevi indicazioni: nel transetto destro, nella sacrestia di San Giovanni, gli affreschi di Luca Signorelli nella sacrestia di San Marco, sulla destra prima della Santa Casa, le magìe prospettiche e cromatiche di Melozzo da Forlì coi suoi angeli nella Cappella dei Duchi di Urbino, in fondo alla navata destra, gli affreschi di Federico Zuccari il ciclo pittorico della cupola, eseguito tra il 1890 e il 1907, in sostituzione degli affreschi del Pomarancio gravemente deteriorati, è di Cesare Maccari
Si tratta di un’opera per la quale si sono spese parole come “monumentalità suprema maestria rara sicurezza di disegno concezione dantesca – forse l’opera d’arte sacra più grandiosa impegnativa di tutta Europa fra Otto e Novecento”
Godetevi poi pitture e mosaici delle tante cappelle, in particolare quelle delle nazioni, tutte splendide, e passate poi nella Sala del Tesoro, presso la sacrestia, a estasiarvi nella contemplazione della Vita della Madonna, dei Profeti e delle Sibille, che costituiscono il capolavoro del Pomarancio
A questo punto fatevi un giretto per la città, che vi riserva altre sorprese
Sulla piazza la Fontana maggiore, di cui abbiamo già parlato poi due passi per Corso Boccalini, l’antica Via “dei Coronari “ per lasciarvi stuzzicare dalla curiosità e dal desiderio di shopping per i mille manufatti dell’artigianato locale
Se poi vi prende un languorino allo stomaco, c’è solo l’imbarazzo della scelta: bar, pasticcerie, ristoranti di ogni tipo sono tutti per voi
E a voi, pellegrini e turisti sempre di corsa, una proposta: perché non vi fermate in uno dei nostri alberghi? Loreto è ospitale e vi offre la possibilità di organizzare una vostra vacanza, anche prolungata: tutti gli angoli delle Marche, cioè la regione d’Italia col maggior numero di musei, sono comodamente raggiungibili in una sola giornata
Fateci un pensiero: ne resterete incantati
Continuiamo il nostro giro: un’occhiata alle Mura Castellane, a Comune di Loreto , al Bastione di Sangallo, oggi restaurato, che conserva al suo interno le antiche “case matte “ da cui si difendeva la città, nonché una piazza d’armi ed una sala teatro polifunzionale
Porta Romana dovuta all’architetto maceratese Pompeo Floriani che la realizzò intorno al 1590
Dietro le absidi fortificate della basilica vi è un altro bastione detto di Porta Marina (da una parte il Conero e il mare e dall’altra le absidifortezza della Basilica), aperta al tempo di Clemente VII (1523 1534 )
All’interno del bastione i Giardini della Rimembranza
APorta Marina, approfittate per una sosta distensiva nei giardini, ammirando lo stupendo panorama che da qui si gode
Dai giardini si accede alla Scala Santa con le targhe di bronzo di Guarino Roscioli che rappresentano i misteri del Rosario e lì di fianco il Cimitero Polacco, dove hanno trovato sepoltura 1100 soldati di quella nazione, caduti nella seconda guerra mondiale
Infine non potete dimenticarvi di visitare il Museo Pinacoteca (28 sale, 2000 mq), che si trova al piano nobile del Palazzo Apostolico, proprio di fronte alla Basilica, e raccoglie un nucleo ingente di opere d’arte: dalle tele di Lorenzo Lotto, alle Ceramiche cinquecentesche, alla collezione di arazzi raffaelleschi, ed altro ancora, fino alle opere di 43 artisti contemporanei

Artigianato
Loreto vanta la lavorazione dell’argento , dell’oggettistica religiosa, ma nella via principale della città, l’antica “Via dei Coronari”, si possono acquistare oggetti di artigianato in legno, argento e ceramica
Molto ricca è poi la tradizione enogastronomica tra le specialità vincisgrassi, brodetto, olive all’ascolana, crescia sfogliata
Strutture congressuali e sportive Loreto è una ottima sede congressuale, per la posizione geografica centrale, per gli ottimi collegamenti viari e per la possibilità di ospitalità alberghiera sino a circa duemila posti letto
A Loreto esistono varie strutture per l’ospitalità dei convegnisti
Un Palacongressi comunale capace di ospitare mille persone, e il Cinema Teatro Comunale recentemente ristrutturato con annessa sala espositiva, l’Ostello della Gioventù con spazi idonei a convegni di media grandezza (circa 250 posti) dotato di multisala per proiezioni, mostre e manifestazioni
L’Auditorium Giovanni Paolo II di proprietà della Delegazione Pontificia con capienza per circa quattrocentonovanta persone, la Sala Paolo VI per duecentocinquanta persone, la Sala del Tinello con capienza di circa 140 posti
Loreto vanta qualificate strutture sportive idonee ad ospitare manifestazioni di diverso genere ed a fornire al turista la possibilità di praticare dello sport in pieno relax
Palazzetto dello Sport con capienza per circa 600 posti, attrezzato per competizioni di pallavolo, pallamano e sportive in genere
Piscine Loreto è dotata di centri sportivi privati con piscine coperte, saune, centri benessere, idromassaggi, dove si praticano le più diverse discipline sportive
Campi da tennis: tra le strutture comunali vi sono un campo da tennis coperto ed uno scoperto
Palestre, vi sono palestre attrezzate per attività ginniche e culturistiche
Il territorio lauretano si affaccia sull’Adriatico e gli attrezzatissimi stabilimenti balneari di Portorecanati e della Riviera del Conero
Le diverse tipologie di spiaggia, dalle magnifiche calette rocciose del Conero alla finissima sabbia di Portorecanati, offrono una interessante varietà di scelta per chi voglia variegare il proprio soggiorno estivo nell’arco di una stessa vacanza
La felice posizione climatica della città di Loreto, consente al turista di godere del fresco collinare dopo una giornata trascorsa in riviera
Il divertimento serale è garantito dai numerosi locali sparsi per la riviera

Folklore
Durante la stagione estiva in tutta la Regione fervono le feste medioevali, che stante il contesto urbanistico sono particolarmente suggestive
In occasione delle festività per le celebrazioni della Madonna di Loreto che si svolgono il sette e l’otto settembre, si può assistere alla tradizionale “Corsa del Drappo”, storica corsa di cavalli in salita lungo la Via Brancondi (antico Montereale, creato dal Piano Sistino)
Si tratta di una manifestazione che si tiene annualmente da centinaia d’anni che era legata all’acquisto del bestiame, durante la quale gli acquirenti per provare le qualità degli animali li lanciavano alla corsa
Da non dimenticare la tradizionale fiera cittadina e i fuochi pirotecnici
Il Gotico nelle Marche Lo stile gotico si diffuse in Europa fra il XII e il XIII secolo come espressione della fiorente vita urbana, con una grande varietà di forme, adattandosi alle tradizioni di ogni regione
La cattedrale, simbolo di pietra della fede cristiana e dell’orgoglio civico, doveva innalzarsi al di sopra di tutti gli altri edifici della città
In Italia l’architettura gotica riferita al culto ha una fisionomia propria e un profondo senso d’armonia si sprigiona dalle forme architettoniche
Loreto, con l’imponente Basilica luogo fondamentale del culto mariano, è inserita a pieno titolo in un immaginario itinerario del gotico marchigiano, che ricomprende, naturalmente, anche Fermo, Urbino, San Severino e Fabriano














 
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