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Assolutamente da non perdere è una visita alla Baia di Portonovo, la si raggiunge attraversando una campagna di dolci colline e campi coltivati. Appena lasciata la provinciale del Conero al bivio che conduce alla Baia, un panorama mozzafiato colpisce immediatamente lo sguardo.
Potrete ammirare il verdeggiante promontorio del Monte Conero ( 600 metri circa) che finisce bruscamente in un mare limpido di un azzurro intenso, la spiaggia di Mezzavalle e la baia di Portonovo. La spiaggia di Mezzavalle è raggiungibile unicamente via mare e, a piedi, percorrendo il sentiero che parte dalla strada provinciale, la spiaggia è libera e, grazie al suo quasi isolamento ha mantenuto un aspetto selvaggio ed incontaminato. La baia di Portonovo è dotata di zone attrezzate e di spiagge libere. Portonovo è un luogo di atmosfere coglibili, appieno, nei “fuori stagione”: i profumi della macchia mediterranea, i colori intensi della scogliera, della vegetazione, del mare nelle diverse gradazioni dal blu cobalto al verde salvia rendono questo luogo magico ed unico. Unico non solo per natura che, lo si avverte, ancora selvaggia ma anche per un inatteso aspetto culturale.
la storia
La grande quantità di prelibatezze che dispensa il mare ha influito largamente sulle tradizioni e sulla cultura enogastronomica della zona di Portonovo. Il mare antistante la Baia da sempre è fonte di pesca pregiata, tradizionale è quella dei moscioli, così gli anconetani chiamano le cozze della Riviera del Conero. Ora però la parola moscioli ha assunto un significato particolare. Nel Conero infatti sopravvivono le ultime cozze che si riproducono naturalmente attaccate agli scogli immerse in un mare dalle acque purissime. Per l’eccellente qualità, per l’esiguo quantitativo e per assicurarne la sopravvivenza, Slow Food ha costituito il presidio del Mosciolo di Portonovo. Oltre ai moscioli, nel mare della Riviera, tradizionale è la pesca di sogliole, cefali, seppie e lumachine di mare. Prede più ambite, anche se non sempre disponibili, varoli e corbelli, nomi anconetani di spigole e ombrine, che pescate nelle acque del Conero hanno un sapore eccellente. E poi dalla vicina città di Ancona, pesce bianco e azzurro, crostacei di ogni tipo, dai granchi ai gamberi, seppie e calamari. Le specialità sono tante: paste asciutte al sugo di molluschi, risotti ai frutti di mare, stoccafisso all’anconetana e poi ancora spigole al cartoccio, fritture, grigliate miste. Il tutto arricchito da aromi e odori locali, come il finocchio selvatico. Anche qui un discorso a parte va fatto per i “paccasassi”, erba spontanea molto saporita che cresce sulle rocce del Conero in prossimità delle spiagge, un tempo usata per condire paste o come contorno sott’olio. Ora protetta, questa specie vegetale non può più arricchire le tavole portonovesi. Risalendo la strada e allontanandosi dal mare si scopre una collina ricca di tradizione con un’agricoltura capace di offrire prodotti genuini di grande qualità: essendo al centro del Parco del Conero viene praticata un’agricoltura biologica o a basso impatto ambientale. Il Poggio è nel cuore della Doc del Rosso Conero, un grande rosso che si abbina alla perfezione ai piatti di carne come conigli e polli in potacchio, tagliatelle e gnocchi soprattutto con il sugo di papera, tutti piatti tradizionali delle campagne del Conero, Montepulciano e Sangiovese si uniscono per dar vita a prodotti che vanno dal rosso da consumare quotidianamente alle riserve e selezioni per i palati più fini, senza mai perdere quell’impronta, quel segno caratteristico di vino unico, tra i profumi del mare e quelli della collina.
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