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Le Porte di accesso alla città di Osimo e le Mura Romane

Non tutti forse sanno che anticamente a Osimo vi erano delle porte di accesso alla città. Ogni porta si trovava in corrispondenza dei punti cardinali, quindi alle estremità del cardo e del decumano massimo, i due principali assi stradali tramite i quali generalmente i romani suddividevano un territorio conquistato.
Oggi il cardo massimo corrisponde a Via del Sacramento; il decumano massimo a Corso Mazzini.
 
-Nel versante nord-ovest di Osimo, a una delle estremità del cardo massimo, troviamo Porta San Giacomo, conosciuta anche come Porta Borgo.
Questa porta collegava Osimo con l’entroterra, cioè Jesi-Cingoli.
Sui conci bugnati che delineano l’arco, aggiunti nel ‘400 quando la porta venne ricostruita, si legge la scritta latina “Vetus Auximon”, vale a dire “Antica Osimo”.
 
-Porta Musone si trova nel versante sud di Osimo, l’altra estremità del cardo massimo, e collegava la città con la strada per Ancona-Nocera Umbra.
È l’unica delle porte ad oggi fruibili ad aver mantenuto elementi architettonici romani: infatti essa presenta ai lati del fornice dei conci di arenaria, che sono una piccola sezione di mura romane, anche se non mancano rafforzi in mattone aggiunti alla struttura in epoca successiva.
Anche in questo caso l’arco e le feritoie sovrastanti sono rifacimenti medievali.
Sotto l’arco si conserva un’opera su ceramica raffigurante “La Madonna con il Bambino” di Elmo Cappannari.
Durante il Medioevo questa porta veniva anche chiamata “Calderara”, in quanto nell’area intorno vi sorgevano delle botteghe di fabbri, chiamati appunto i Calderai.
 
-Porta San Marco è l’accesso posto a est della città, a una estremità del decumano massimo. La porta permetteva il collegamento di Osimo con la zona del mare, cioè Numana-Potenza. È l’unica delle tre porte ad avere tre fornici, anziché uno: infatti in origine la porta era costituita da un solo arco.
Nel 1937, per favorire la viabilità del traffico, si decise di aggiungere i due archi laterali, più piccoli, lasciando quello centrale, più ampio, al passaggio delle macchine e i due laterali, più piccoli, ai pedoni. Per questo motivo questo accesso è conosciuto anche come “Porta dei tre archi”. Sopra l’arco principale campeggia lo stemma cittadino.
 
-L’ultima porta, oggi non più esistente, è Porta Sant’Eustachio, detta Portarella. Anch’essa si trovava sul versante est di Osimo, sotto la chiesa di Santa Palazia. Questo accesso venne demolito nel 1606 quando, con l’accrescimento della città nel Medioevo verso est, la Porta divenne inutilizzabile perché il confine della città si spostava più a est, e quindi divenne indispensabile sostituirla con un ingresso posto più a oriente, l’attuale Porta San Marco appunto.
Tuttavia, a testimonianza dell’antica presenza di quella porta, annessa alla parete laterale della chiesa di Santa Palazia si trova una lastra in pietra che ne ricorda l’esistenza.
 
Osimo ha il vanto di conservare un tratto di circa 200 metri di mura romane, datate al 174 a.C.
In origine, il tratto di mura doveva avere un’altezza di circa 10 metri ed essere lunga circa 1700 metri, coprendo tutto il perimetro di Osimo.
Le mura sono state realizzate con blocchi di arenaria, materiale di cui si compone la collina sulla quale Osimo poggia: un materiale friabile al taglio ma molto resistente alle intemperie.
L’arenaria veniva scavata dal sottosuolo e lavorata a blocchi direttamente in superficie, posizionando un concio sull’altro a secco, senza quindi malta interstiziale, ma con l’accortezza di alternare sempre il taglio del blocco superiore con la testa del blocco inferiore, così da creare una struttura muraria compatta e stabile.
È possibile, ma non certo, che alla sommità delle mura ci fossero delle merlature dietro alle quali potevano sostare i soldati di guardia in caso di necessità.
La cinta muraria romana a Osimo rappresenta quasi un unicum a livello regionale, sia per la sua estensione, che per il suo buono stato di conservazione.

 

Testo: Dott.essa Lorenza Bagnarelli



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